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  • Hardcover
  • 120 pages
  • Lo spazio bianco
  • Valeria Parrella
  • Italian
  • 02 May 2017
  • 9788806190965

About the Author: Valeria Parrella

Valeria Parrella una scrittrice di racconti italiana.Valeria Parrella is an Italian short story writer.



10 thoughts on “Lo spazio bianco

  1. says:

    VIVERE LA GIORNATA E SPERARE NEL FUTUROC un inizio Maria rimane incinta a quarantadue anni.E, non importa chi sia il padre, tanto sparisce appena apprende la notizia, e molto prima che noi se ne faccia la conoscenza.C un percorso da compiere, scrittrice e lettore Maria partorisce al sesto mese, nasce una bambina, la chiama Irene ma essere venuta al mondo prematura un problema, Irene deve restare in terapia intensiva Vivr , morir , e se vivr , sar come tutti gli altri Da subito, Maria deve imparare a convivere con l assenza di una figlia di cui non ha ancora sperimentato la presenza.Immagini tratte dal film omonimo di Francesca Comencini, 2009.Maria passa le sue giornate in ospedale intorno alla culla incubatrice con gli obl , trascura il centro di educazione territoriale , il pomposo termine che denomina la scuola serale dove insegna a stranieri e camionisti e a tutti coloro che hanno bisogno del diploma di terza media Ha poca fantasia per vedere gli amici a parte Fabrizio collega insegnante, Maria si basta da sola, almeno crede Conosce le altre madri nella sua stessa situazione, si scontra e incontra coi medici, ci racconta la sua infanzia, la sua crescita, la famiglia, madre, padre incrociamo operai, spacciatori, tossici, usurai, gente che lavora ma non sa se arriva fino alla fine del mese poi, c Napoli e la sua immensa periferia ci scappa un flirt con un giovane medico, raccontato in modo divertente...

  2. says:

    Ho conosciuto Valeria Parrella per caso, ero andata ad assistere a un incontro con Diego De Silva e lei era l Questo un anno fa Ho letto il suo libro solo ora perch mi sembrava migliore come oratrice che non come scrittrice Ho sbagliato, avrei dovuto leggerlo prima perch mi piaciuto tantissimo Non ho nulla in comune con la protagonista, ho 20 anni di meno, vivo nel Nord Italia, non sono incinta, un mondo a parte, ma ha saputo coinvolgermi moltissimo La Pa...

  3. says:

    Io non so aspettare e non voglio farlo, nell attesa i mostri prendono forma e si ingigantiscono, mangiano le ore per crescere e mangiarmi Non sento curiosti nel dubbio, n fascino nella speranza E invece Maria deve aspettare Deve aspettare che sua figlia Irene, nata prematura e confinata nell incubatrice, nasca davvero o muoia.E in quell attesa, lo spazio bianco, cerca di continuare a vivere a volte riuscendoci a volte no, ostile ai medici che non parlano chiaro, al padre di Irene che sfuggito alla responsabilit di quell attesa, al dolore.Per lei il dolore sempre stato un inciampo, una cosa da mettersi davanti per superarla, per poi tornare a quell altra vita E invece ora rischia di non superarlo pi...

  4. says:

    Un attesa tutta femminile di una quasi madre che attende la quasi figlia..in uno spazio che non ancora morte, ma nemmeno si pu definire vita, per entrambe Cinquanta lunghi giorni, raccontati in, non pi di, cento pagine, in cui una primipara attempata di 40 anni, molto consapevole della sua imperfezione, d alla luce una creatura, femmina pure lei Il suo nome Irene ed nata, almeno temporaneamente, imperfetta come lo stato d animo della madre, fino a che non si completer in un incubatrice Per quanto LEI LO SA la frase pi ricorrente del libro Lo spazio, in questo caso, un concetto molto vicino a quello del tempo.Un tempo fermo, asettico, come il reparto di ospedale in cui Maria, la protagonista, si trover catapultata, ma anche il tempo di una citt viva, contradditoria, e infame come Napoli Pure la citt viene immaginata da Maria ad aspettare in ogni ora d ospedale In realt , l fuori tutto scorre, inarrestabile come prima, incurante della sua momentanea o duratura assenza Lei, di tanto in tanto, la gira la frequenta, la riscopre nei suoi scorci di mare nelle pause, ma non riesce pi a rifugiarsi nella sua bellezza innegabile Solo con il tempo ritrova la forza di frequentare la scuola media serale in cui insegna e riesce a ritrovare calore umano nelle persone pi semplici, ma non meno doloranti , tradite, a loro volta, dalla vita difficile che la citt offre loro.La...

  5. says:

    Angoscia questa la sensazione che mi ha accompagnata per quasi tutta la lettura di questo breve ma intensissimo libro Maria partorisce Irene al sesto mese di gravidanza, forse vivr , forse no I medici non si pronunciano In questi tre mesi vivr in un tempo dilatato e fermo , scandito dalle visite in ospedale, dalle pause per fumare una sigaretta, dai viaggi andata e ritorno da casa sua E dai ricordi Quelli della sua infanzia e adolescenza una madre che nel tempo si annulla come donna e lei che ripromette a se stessa di non somigliarle mai Ma davvero cos Forse gli strascichi dei nostri genitori ce li portiamo appresso, attaccati sotto pelle Potrebbero condizionare le nostre scelte future, il nostro carattere, il nostro essere In questo libro permea il dolore, la rabbia di una donna che non credeva sarebbe mai diventata madre, invece si trova davanti ad un incubatrice,in mezzo ad un vuoto che non vuole saperne di riempirsi, ad un tempo sospeso, in bilico tra il potrebbe essere che invece non Io non ...

  6. says:

    Un buon libro Una trama scorrevole, molto breve e un p povero bei particolari soprattutto quelli che riguardano laDescrizione dei sentimenti che si provano in un momento molto drammatico 112 pagine, da leggere in una giornata

  7. says:

    bello

  8. says:

    Densissimo e luminoso Mi ha toccato una quantit di corde allarmante Forse dovrei telefonare alla Parrella.

  9. says:

    Magari gli alunni scarrafoni di Io speriamo che me la cavo sono gli stessi che, una volta adulti, siedono nei banchi dell aula di Maria, la sera, per prendere una terza media tra gli stranieri che spesso e volentieri nel loro Paese sono gi arrivati alla laurea.E bello, questo racconto della Perrella, commovente come lo possono essere le storie che parlano di mamme e figli in situazioni delicate, di a che si impara poco alla volta, nel dubbio che domani precipiti tutto Sono belle le similitudini, anche con termini di paragone che non c entrano niente, presi dal calderone delle cose di tutti i giorni C il lieto fine, il dottorino con gli occhi molto blu e tutta una Napoli disincantata e ironica di fronte allo sfacelo La rassegnazione sorridente e amara, quella del che aggio f , umana e dal cuore grande Maria per una studiata , che tiene testa ai medici e che gi da piccola sapeva che non sarebbe assomigliata alla madre Alla faccia della storia d a che si sfoga ...

  10. says:

    The fact is my daughter Irene was dying, or being born, I didn t really understand which for forty days it was like saying the same thing.Maria, a teacher in a Neapolitan night school, has given birth to a daughter three months early, and now must try to get on with her life as she waits to see if the child will be able to breathe on its own and leave the hospital Isolated from her regular family and friends, she slowly comes...

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